Il Khan Shatyr di Astana (Kazakistan)

Se vuoi stupire, non puoi limitarti a costruire qualche palazzo, devi mirare in alto e commissionare l’opera ad un architetto il cui nome aggiunga lustro alla costruzione. Contatti Norman Foster e gli chiedi di immaginarsi qualcosa che ricordi una yurta, ecco come nasce il Khan Shatyr. All’interno poi ci metti un centro commerciale e un parco di divertimenti, il tutto lo ricopri con una copertura particolare che assorba la luce e la tramuti in calore durante le fredde giornate invernali. Il nome stesso mira in alto, significa infatti “Tenda Reale”.

Astana è una città di estremi: gelidi inverni con temperature fino a -40 e torride estati che toccano i 40, il suo nome (con l’accento sulla a finale) in kazako significa “capitale” (che fantasia!) e la maggior parte degli edifici ha meno di vent’anni di vita.

Non ci sono limitazioni per entrare al Khan Shatyr e un giretto vale la pena.


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