Il centro di Termez (Uzbekistan)

La città di Termez è uno di quei posti dove non puoi finire per sbaglio, fuori dalle rotte turistiche e sul confine con l’Afghanistan. Per quanto sembri assurdo il suo nome probabilmente viene dal greco thermos e significa caldo, ad affibbiarglielo sarebbe stato Alessandro Magno stesso durante una sua campagna militare notando quanto le temperature medie del luogo fossero alte.

La cittadina di trova sulla sponda nord del fiume Amu Darya, fiume che segna il confine con l’Afganistan. Ad unire i due stati c’è solo un ponte militarmente presidiato dall’altisonante nome di “Ponte dell’amicizia afghano-uzbeka”. Non ci si può avvicinare al confine, che dista qualche chilometro dal centro cittadino, a meno che non si sia provvisti di tutta la documentazione necessaria.

Nei dintorni sono presenti alcuni siti archeologici raggiungibili in taxi, all’interno della città il Museo Archeologico (degno di nota), la Chiesa Ortodossa, parchi e fontane.

Sarà per distanziarsi almeno nelle apparenze dall’Afghanistan e dai suoi regimi integralisti talebani ma qui di donne velate non se ne vedono quasi.

Difficile trovare qualcuno che parli inglese ma con un po’ di tecnologia ci si riesce comunque ad arrangiare e la disponibilità dei locali aiuta non poco.

Il paese è raggiungibile in treno da Samarcanda con alcuni cambi oppure in bus/taxi da Shakhrisabz con 6/8 ore.

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